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Bali, la nostra porta per scoprire l’Asia

Come avrete capito da alcune foto e post sui vari social network, abbiamo deciso di aggiungere un po’ di pepe alla nostra avventura insieme, scegliendo un volo intercontinentale relativamente economico che ci portasse il più lontano possibile.

La sorte ed il portafogli hanno ci hanno portato quindi alla scoperta del “Sud-Est Asiatico”, destinazione che assomiglia più ad un concetto astratto che ad un luogo vero e proprio (e di fatto lo è), attraverso un volo Finnair con partenza da Helsinki e con arrivo a Bali, la nostra porta per scoprire l’Asia, con scalo di 12 ore a Singapore per non farsi mancare nulla.

E quindi eccoci qua, dall’altra parte del mondo e senza un piano preciso. Meglio parlare un po’ di Bali, la nostra prima tappa. Appena abbiamo messo piede su suolo balinese, appena fuori dall’areoporto Denpasar, ci siamo accorti che tutto quello che avevamo potuto leggere su guide, siti e blog sarebbe servito a ben poco. La vaga idea che ci eravamo fatti da lontano viene spazzata via dai ritmi, dalla frenesia e da quel vortice di movimento che ti travolge senza darti praticamente mai sosta.

Bali è una località molto turistica, con i suoi contro (molti, se si vuole scoprire un luogo nella sua autenticità) ma anche con qualche pro (alcune comodità, come abbiamo avuto modo di scoprire in altri luoghi, sono davvero benvenute). Vi promettiamo che cercheremo di usare meno frasi fatte, da adesso in poi.

Abbiamo scelto di soggiornare ad Ubud, paesino dell’entroterra estremamente turistico ma meno popolato da surfisti australiani cafoni, come succede ad esempio a Kuta o Seminyak, sulla costa ovest. Ubud è popolata invece da ragazzini italiani cafoni e rumorosi. Non sappiamo dirvi cosa sia meglio, ma quantomeno si è rivelato un posto strategico per scoprire anche altre parti dell’isola meno gettonate, come Virgin Beach, sulla costa est. Ed ovviamente molto più economico!

Monkey Forest Ubud Bali roadsfortwo

La homestay dove abbiamo soggiornato per 5 giorni si è rivelata una piacevolissima sorpresa, avendo prenotato praticamente a caso. Per un totale di circa 50 euro (825.000 Rp) abbiamo avuto in cambio una piccola camera per due persone molto pulita, con bagno e doccia privati e colazione inclusa. E il posto era bellissimo. Segnatevela, si chiama Ojek’s Homestay.

Per il resto beh, ci sembra abbastanza inutile provare a descrivervi dettagliatamente e minuziosamente una località come Bali. É una meta talmente turistica, talmente battuta, talmente ricca di “racconti” che provare a fare gli esperti ci sembra quasi inopportuno. Bali è un luogo che ognuno vive a suo modo, noi non siamo da meno. Di seguito possiamo provare a darvi alcuni consigli. In realtà assomigliano più ad un elenco di “cose che abbiamo imparato e che ci torneranno utili per il nostro proseguimento”, quindi davvero non prendeteli come qualcosa di universalmente accettabile. Discutiamone nei commenti, eventualmente.

    1. Mercanteggiate: pare chequesto valga per buona parte del sud-est asiatico, quindi è un consiglio sempre buono. Per noi è stato un trauma. Ci rendiamo conto che è praticamente un gioco, ma non siamo davvero capaci a giocarci e ci facciamo quasi sempre fregare. Cercate di fare meglio di noi perché davvero ne vale la pena e nessuno si offende.
      “200.000 rupie!” “No amico, è troppo, facciamo 80.000” “120.000? Che ne dici?” “Andata”. Ci stiamo allenando, tifate per noi.


    2.  Affittate un motorino: al contrario di quanto promesso alle nostre rispettive madri, una delle prime cose che abbiamo fatto è stata quella di affittare un mezzo di trasporto, nel nostro caso uno scooter (ciao mamma!). Il trasporto pubblico praticamente non esiste e viaggiare sempre in taxi può diventare davvero molto costoso. Il rischio che si corre è passare tutta la vacanza nel posto in cui si risiede, il che non è davvero consigliabile.
      Scooter oppure auto? Beh, non è semplice. Il traffico è un problema enorme. Sulla strada non esiste nella pratica nessuna regola, se non quella di guidare a sinistra, che nel nostro caso complica ulteriormente le cose. Il senso del pericolo degli indonesiani motorizzati è poi riassumibile in questa frase: è come dare una ruspa in mano ad un bambino di sei anni. Senza offesa, chiaramente. Tornando alla scelta tra due e quattro ruote quindi, noi abbiamo preferito le due. Un’auto in quel contesto sarebbe stata troppo difficile da guidare, col motorino invece si è un po’ più snelli, si ha più il controllo di quello che ti succede intorno (e di solito sono parecchie cose contemporanemente). Se caschi, però, son dolori. A voi la scelta dunque, in tutti e due i casi è molto economico (noi abbiamo pagato circa 3,5 euro, 50.000 Rp, per un giorno di noleggio, e la benzina costa circa 40 centesimi al litro, 6.000 Rp). Fate un bel respirone e via, buttatevi nella jungla d’asfalto.


    3. Non abbiate troppa paura: nonostante Bali sia una meta molto turistica e piena di stranieri, è possibile cadere in una fase di “shock culturale”. A noi ad esempio è successo, e non siamo propriamente dei palati fini. L’unica cosa che desideravamo dopo il viaggio in taxi fino ad Ubud erano delle patatine fritte di Burger King o una pizza “come quella che fanno sotto casa”. Comprensibile, ma vi assicuriamo che poi passa, per fortuna. A quel punto siate coraggiosi e provate ad uscire un po’ da vostri schemi mentali. Provate ad andare a cenare in quel posto che lì per lì non vi ispirava moltissimo ma che è pieno di gente del luogo. Provate a prendere una strada secondaria mentre siete in motorino (occhio se siete soli/e ed a piedi). Ci sono libri e libri che parlano di quanto sia importante uscire dalla vostra comfort zone: già essere a Bali può essere un buon punto di partenza, ma non crediamo sia sufficiente. Le esperienze più belle che abbiamo fatto su quest’isola sono accadute proprio così. Abbiamo scoperto che Puteri Minang, quel “warung” (qui ogni cosa che serve cibo si chiama warung) che sembrava un garage, era in realtà uno dei migliori posti in cui mangiare ad Ubud, pieno di persone da tutto il mondo pronte a fare due chiacchiere davanti ad un piatto di cibo delizioso. Aggiungeteci che per pranzare abbiamo speso circa 1,5 euro, 20.000 Rp. In due.
      Un’altro giorno invece volevamo andare a vedere i campi di riso di Tegalalang, segnalati come una delle cose migliori da fare nei dintorni di Ubud. Si è rivelata essere una sorta di trappolona per turisti. Le terrazze sembravano magnifiche ma era davvero tutto troppo, troppo caotico. Abbiamo però scoperto alcune vie secondarie che ci hanno portato in altri campi di riso che nessuno conosceva. Erano bellissimi. Eravamo solamente noi ed i braccianti. Siamo stati accolti come persone che vengono a visitare una casa privata ed abbiamo passato un’ora a bere acqua di cocco insieme ad un anziano signore, seduti in mezzo alle risaie a pensare ai poveracci che schiattavano di caldo gli uni appiccicati agli altri per contendersi una fetta di panorama. Per la cronaca il posto è questo, passateci prima che lo scoprano anche tutti gli altri.


      Bali Seminyak Warung Portrait


    4. Rendete speciale anche quello che non lo è: vi capiterà (ci è capitato) di trovarvi in posti e situazioni talmente troppo popolari e turistiche da farvi provare quasi repulsione. A noi è successo a Kuta Beach, che si potrebbe tranquillamente paragonare alla Rimini/Riccione dell’emisfero australe. Discoteche, locali sulla spiaggia, persone che vogliono tutto spendendo poco, nessun rispetto per i costumi e le abitudini locali. I balinesi proveranno a fregarvi fino all’ultimo centesimo se gliene darete la possibilità, atteggiamento che oserei definire sacrosanto: tutto il mondo è paese, in questo caso. Megapalazzoni di cemento bruttissimi, pronti ad ospitare ogni australiano beone che non può permettersi quelle cose (e quei comportamenti) a casa sua. Questa è Kuta Beach: bene ma non benissimo, come si suol dire.
      A questo punto provate ad osservare le cose in modo più selettivo, non lasciatevi distrarre da quello che, tutto sommato, è solo un contorno. Perchè Kuta Beach è davvero bella. Anzi: è fantastica. Una spiaggia lunga chilometri e chilometri, si perde a vista d’occhio, davanti ad un mare favoloso. Quando arriva il tramonto mettetevi un po’ in disparte, al confine della spiaggia, ammirate il tramonto con una birra o una Coca Cola, e vada al diavolo tutto il resto. Otterrete qualcosa di molto simile alla foto qua sotto. Cercate l’essenza delle cose, altrimenti qua è davvero semplice tornare indietro con un’idea sbagliata. Ma forse questo vale dappertutto.
      Bali Kuta Beach Sunset Aperitivo Coke and Beer


    5. A volte l’istinto è meglio della guida: quindi, se te la senti, seguilo. Per pianificare un po’ il nostro viaggio ci siamo affidati in parte ai consigli di quella che è considerata la Bibbia per il sud-est asiatico, ovvero la “Southest Asia on a shoestring” di Lonely Planet. Bella, davvero ben scritta e sviluppata, con un sacco di consigli utili, specialmente per quanto riguarda gli itinerari da battere. Ma non affidatevi solo alla guida. Nel nostro caso, pur essendo l’edizione più aggiornata, alcune cose erano cambiate, alcuni posti chiusi da molto tempo. Quindi magari prima di farvi 50 km in motorino per andare a vedere un museo cercate più fonti che vi assicurino che quel museo esiste ancora e che è aperto quando volete visitarlo voi. Quello che abbiamo notato è anche un po’ di assenza di criticità. Ci è capitato di spendere 20-30.000 rupie per vedere dei posti assolutamente privi di senso segnalati dalla guida come delle ficate uniche. Per carità, pochi euro, ma se li metti tutti insieme girano le scatole, soprattutto se hai un budget da rispettare, come noi. Quindi se non ti sembra un granchè: non entrare. Oppure al contrario paga volentieri anche più di quanto preventivato se pensi possa valerne la pena. La bellezza e le occasioni capitano davanti ai tuoi occhi, non sono sulle pagine della Lonely Planet, quindi cerca di tenerli sempre ben aperti. Le cose, da queste parti, cambiano in fretta ed occorre stare al passo. Per quanto ben scritta una guida cartacea non lo sarà mai. Uomo avvisato…

A questo punto, quello che voleva essere solo un piccolo aggiornamento per scusarci dell’assenza e per descrivere un po’ il nostro stato d’animo si è trasformato in un polpettone lunghissimo. Grazie per essere arrivati fino a qua. Il nostro viaggio sarà davvero molto lungo. In questo momento vi stiamo scrivendo da Timor Est, dalla minuscola città di Liquiça, per la precisione. Credeteci, ci sarebbe davvero molto da dire anche su questa piccola città, ma lo faremo nel prossimo post. Per adesso vi lasciamo con quello che pensiamo sia il modo più diretto e personale per dirvi quanto ci sia piaciuta Bali e la sua gente. Per ora è tutto, au revoir!

PS: inspiegabilmente in Indonesia Vimeo è bloccato. Il video qua sotto dovreste vederlo voi, ma non riusciamo a vederlo noi. Fateci sapere se è tutto ok nei commenti, altrimenti ci ingegneremo qualche sofisticatissimo metodo per aggirare il problema.

Bali, ovi Aasiaan

Kuten olettekin jo varmaan useista sosiaalisen median kanavista huomanneet, tie ja kukkoro toivat meidät Kaakkois-Aasiaan. Kaakkois-Aasian maat tulee helposti niputettua yhdeksi ja samaksi massaksi, mutta jo näiden ensimmäisten viikkojen erilaisuuden kirjon jälkeen olemme voineet todeta, että parempi olla yleistämättä liikaa.

Oveksemme tähän ihmeelliseen maailmaan valikoitui Bali ja että emme jäisi seikkailun huumasta paitsi edes matkan ensimmäisinä hetkinä, lensimme ensin Finnairin lennolla Singaporeen ja vietimme siellä unettoman 12 tunnin yövaihdon.

Joten täällä ollaan, maailman toisella puolella ilman tarkempia suunnitelmia. Ehkäpä siis parempi keskittyä tässä kirjoituksessa vain Baliin. Jo ensimmäisten askelten aikana, Denpasarin lentokentän parkkipaikalla, huomasimme, että suurin osa siitä mitä olimme lukeneet eri blogeista, oppaista ja kirjoista oli kaukana todellisuudesta. Emme olleet osanneet edes kuvitella tätä kaikkea rytmiä, kiirettä ja loputonta liikettä.

Bali on täynnä turisteja ja siellä omat plussansa (mukavuuksia, joita meillä jo nyt on välillä ikävä) ja miinuksensa (jonkinlainen aitous on jo menetetty). Päätimme majoittua pienessä sisämaan kylässä, Ubudissa. Sielläkin turisteja riitti, mutta ainakin ne täysin pöllöimmät australialaiset surffarit puuttuivat (heitä löytää Kutasta ja Seminyakista rannikolta). Australialaisten sijaan Ubus oli täynnä harvinaisen meluisia ja ärsyttäviä italialaisia eli ei nyt osata sanoa kummin olisi ollut parempi. Ubud sijoittuu kuitenkin strategisesti hyvään pisteeseen ja sieltä käsin on helppoa tutustua saaren rauhallisempiin kolkkiin (kuten ihanaan Virgin Beachiin itärannikolla).

Majapaikaksi valikoitui ihastuttava Ojek’s homestay. Kun pöytään oli ladottu rupioita noin viidenkymmenen euron edestä majapaikka viikoksi kahdelle siistissä ja kauniissa huoneessa aamupalalla oli lunastettu. Aamu perheen kotitemppelistä kuului kilinää ja kolinaa, päivällä perheenjäsenet saivat kaikille vierailleen hymyn huulille ja iltaisin perheen kissa käpestyi puutarhassa syliin. Tämä nimi siis ylös, sillä ihana perhe ja ihana talo. 

Muuten kai turha kertoa sen enempää Balista, sillä Goooglesta löytyy loputon määrä matkakertomuksia ja me ei olla vielä minkäänlaisia konkareita. Bali on paikka, jonka jokainen tuntuu elävän ihan omalla tavallaan. Listaamme tähän nyt muutamia yleispäteviä vinkkejä, oli teidän porttinne Kaakkois-Aasian ihmeisiin Bali tai sitten jotain muuta ihanaa.

  1. Tinkikää: Tämä oli (ja on edelleen) hirvittävän vaikeaa. Kauppaa käydessä tuntuu, että kaikki pelaavat peliä, jonka sääntöjä me emme tunne. Ja siksi meitä vedetään nenästä aina kun mahdollista. Mutta tehkää parhaanne, sillä se kannattaa ja kukaan ei loukkaannu pelatessa. ”200 000 rupia!” ”Ei, ei, liikaa, sovitaan 80 000.” ”120 000? Sopisko?” ”Sopii!” Ja kuten aina niin tässäkin harjoitus tekee mestarin.

  2. Vuokratkaa skootteri: Päinvastoin kuin äideillemme ennen matkaa lupasimme… heti matkan alussa vuokrasimme kaksipyöräisen ajoneuvon (heippa äiti!). Balilla julkista liikennettä ei käytännössä ole ja taksilla matkaaminen käy kukkarolle, joten riski viettää lomansa yhtä korttelia kiertäen on suuri. Siispä: auto vai skootteri? Molemmat on halpoja (esimerkiksi skootterin saa 3,5 eurolla/päivä ja bensa maksaa noin 20 senttiä litralta), mutta yksi Balin suurimmasta ongelmista on liikenne. Kaduilta puuttuvat kaikki säännöt (paitsi vasen ajosuunta, mutta se ei helpottanut yhtään) ja ihmisten, kulkuneuvojen ja muun krääsän määrä liikenteessä on välillä niin suuri, että auton raahaaminen sinne sekaan tuntui liian riskialttiilta. Siispä KYPÄRÄT PÄÄHÄN, hengittäkää syvään ja rauhallisesti ja hypätkää joukkoon.

  3. Älkää pelätkö liikaa: Vaikka Balilla ulkomaalaisia riittää ja kaikki puhuvat englantia, kulttuurishokki voi iskeä. Meillekin se iski jo matkalla majapaikalle. Haaveilimme yhdessä tutuista mauista (siitä meidän alakerran pizzerian margherista) ja tutuista maisemista (oi, kesämökki!). Eli jonkinasteinen kulttuurishokki on ihan ok ja menee ohi parissa päivässä (paitsi jos vessan lattia kuhisee torakoita Itä-Timorissa, mutta siitä ensi kerralla). Olkaa siis rohkeita ja hypätkää oman mukavuus alueenne ulkopuolelle. Valitkaa vähemmän käytetty tie. Menkää syömään siihen autotallin näköiseen paikkaan, joka on täynnä paikallisia. Poikkeamalla oman tutun ja turvallisen ulkopuolelle löysimme meidän Balin päivien parhaimmat paikat. Esimerkiksi syömällä Puteri Minangissa. Tämä warung ei houkutellut ulkonäöllä, mutta paljastui lopulta kaupungin parhaimmaksi. Herkullista ruokaa, mielenkiintoisia ihmisiä, joiden kanssa jutella sulkemisaikaan asti ja mainittakoon, että lounas maksoi noin 1,5 euroa. Kahdelle.
    Tai eräänä päivänä kun halusimme tutustua Tegalalangin kuuluisiin riisiviljelmiin. Paikka paljastui turistikatiskaksi ja tunnelma on pelkästään ihmispaljoudesta kaoottinen. Vaikka maisemat olivat kauniit, päätimme lähteä kartoittamaan alueen muita pieniä teitä (parempi ehkä puhua poluista) ja päädyimme keskelle uskomattoman kauniita riisipeltoja. Vihreydessä kylpevät pellot, muutamia työläisiä peloilla ja me. Meidät otettiin vastaan kuin kauan odotetut sukulaiset ja siinä me sitten istuimme reippaan tunnin varjossa vanhan herran kanssa juoden kookosvettä ja kommunikoiden vaihtelevalla menestyksellä. Jos et halua jonnottaa lomaasi selkä hiessä nähdäksesi palasen riisipeltoja, suuntaa tänne.


  4. Näe paikkojen paras puoli: Monissa paikoissa turistilaumoilta ei vain voi välttyä. Meille kävi näin Kuta Beachilla, joka voisi hyvin olla eteläisen palonpuoliskon Rimini tai Riccione. Yökerhoja, ihmisiä, jotka haluavat kaiken ja heti, olematon kunnioitus paikallisia tapoja ja ihmisiä kohtaan. Betonihirvityksiä valmiina majoittamaan turistin, joka haluaa ostaa asioita, joihin kotimaassa ei ole varaa ja tehdä asioita, jotka kotimaassa olisivat laittomia. Balilaiset, ihan oikeutetusti, yrittävät kiskoa turistista kaiken mahdollisen irti. Tämä on Kuta Beach.
    Mutta koittakaa katsoa asiaa rajaten kuvasta sen, joka lopulta ei ole pääroolissa. Sillä Kuta Beach on todella kaunis. Kilometrejä pitkä hiekkaranta joka jatkuu silmänkantamattomiin ja upea meri. Asettukaa hieman syrjään, ostakaa paikalliselta kauppiaalta olut tai kokis ja asettukaa ihaileen auringonlaskua. Tunnelma on lähellä tätä kuvassa näkyvää. Eli keskittykää olennaiseen ja imekää sisällenne kaikenlaista kauneutta.


  5. Luottakaa enemmän omaan vaistoonne kuin opaskirjaan: Suunnitellessamme tätä matkaa luimme hyvin tarkasti alusta loppuun jokaisen Aasian matkaajan suosikkia, Lonely Planetin klassikkoa ”Southeast Asia on a shoestring”. Hyvin kirjoitettu opas ei kuitenkaan ole sääntö ja monet suositellut paikat olivat suljettu tai eivät ehkä olleet kaiken hehkutuksen arvoisia. Siispä kannataa luottaa vaistoon. Jos opaskirjan suosittelema temppeli ei näytä paikanpäällä sittenkään sen kaiken arvoiselta, vaihda suuntaa ja etsi uutta ja yllättävää. Sillä kauniit asiat tapahtuvat juuri sinun silmien edessä, ei Lonely Planetin sivuilla. Pidä ne siis rohkeasti auki! 

Tulipas tästä tekstistä pitkä. Kuvaa kyllä hyvin meidän tämän hetkisten ajatusten määrää. Pää on täynnä uutta ja sisäinen tietokone ei ehdi käsitellä kaikkea tätä tietoa. Mutta matkamme on vielä pitkä, joten onhan tässä aikaa sulatella. Tällä hetkellä olemme pienessä Liquiçan kylässä Itä-Timorissa. Tästäkin kylästä olisi sivu täydeltä kirjoitettavaa, mutta jätetään se ensi kertaan. Ylläolevassa videossa meidän Balin tunnelmien kohokohtia. Nähdään!

 P.S Täälläpäin maailmaan Vimeon sivut eivät aukea, joten kertokaa näkyykö video teille. Jos ei niin Imppu kokeilee jotain metkaa keinoa päästä käsiksi videoon, mutta toivottavasti sille ei ole tarvetta ; ) 

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2 pensieri riguardo “Bali, la nostra porta per scoprire l’Asia

  1. Ciao ragazzi!
    Bello l’articolo, anch’io ho fatto fatica ad imparare a negoziare i prezzi in viaggio… Il metodo migliore finora è questo:
    “200.000 rupie!”
    “No amico, è troppo” (e fai per andar via)
    “Aspetta, 150.000!”
    “100.000? Che ne dici?”
    “No dai, 120.000”
    “Andata”

    Insomma non ribattere mai sul primo prezzo… ma aspettare che tornino loro a proporre un prezzo da cui partire con la negoziazione 🙂

    Vi aspetto a Bali!

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